Tag Archivio per: benessere

Articoli

Corso insegnante yoga riconosciuto o meglio di no?!

Nel 2014, mi  parlarono di Yoga Alliance per la prima volta. Una scuola dove insegnavo per breve tempo mi aveva suggerito di farvi una richiesta. Contattai la struttura mondiale, americana, senza particolare riscontro anche perché non ero residente nella loro area geografica, ma non sentivo comunque che l’intento era condivisibile. Poi nel 2016 conobbi una nuova struttura che mi sembrava lo stesso marchio, che gestiva Australia, Asia, nuova Zelanda, e Italia. Da subito non capivo cosa c’entrava l’Italia con gli altri paesi.

Capivo che c’erano diversi livelli di iscrizione secondo delle credenziali o riconoscimenti di diploma, per insegnanti. Nel 2018, 2 anni dopo, ci sono circa 200 italiani che si sono iscritti a questa associazione di insegnanti yoga, io non l’ho fatto e vi spiego il perché.

2013-2016: nasce Yoga Alliance Italia,

2018: 200 insegnanti italiani iscritti e 37 scuole di yoga.

Se volete approfondire leggete in inglese qui. Oppure un articolo mio qui 

Fatti un idea da solo al Yoga Festival Milano ed incontri Yoga Alliance 

oppure guardati mio ultimo video 

Chiedo pazienza perché ci sono diversi motivi, che voglio elencare uno a uno, anche solo per incoraggiare chi non è iscritto, ma sogna di farlo, a riflettere sul poco che ho capito. Poi a scegliere il miglior modo di sostenere loro stessi e la loro pratica yoga.

1- il primo livello delle 200 ore, non è un criterio valido.

Quando mi  contattano per un colloquio  dividono tutto in livelli di certificazione e mi fu  così proposto  un attestato di 1500 ore  sulla base di  un primo certificato dell’Istituto Yoga Carlo Patrian, del 1998 che attestava oltre alla certificazione della formazione di 7 anni continuativi, l’abilitazione Primo livello in Hatha yoga. 200 ore  a mio avviso non formano un’insegnante yoga, non un  medico, non un traduttore, un atleta professionista…potrei continuare infinitamente.

Con circa 100,000 iscritti a fine 2018 con le RYT200 nel mondo, sono crollati le radici stesse dello yoga come veniva insegnato prima della nascita di Yoga Alliance nel 1999, o 2016 per la versione italiana.

Per assurdo con le cosiddette 200 ore, si potrebbe fare la prima lezione di yoga il primo del mese ed essere certificato insegnante a fine mese.

Yoga for beginners,

2- eppure sta vincendo il modello culturale del “cosmetic yoga”

Nessun insegnante tra i 7 principali stili riconosciuti presenti nel mondo, è stato interpellato nell’anno di creazione dell’associazione. Questo potrebbe fare riflettere, chi legge la vita di Yogananda per esempio, tra il modello moderno e quello tradizionale per diventare insegnante yoga. Spesso discuto con colleghi dell’insensibilità di Yoga Alliance sul nascere. Mi rendo conto che sono discorsi di nicchia, ma mi sono accorta e ho scritto su questo argomento, che data la libertà di insegnare con un criterio base di mediocrità, ci sono persone che ne hanno approfittato calpestando la tradizione millenaria dello yoga. Ho organizzato tra il 2017 e il 2018, circa 20 colloqui per un corso di formazione yoga mai iniziato ( non ho ritenuto validi gli intenti con i quali la maggior parte degli aspiranti “guru” si presentarono), la dove altre scuole di formazione prendono tutti. Ho ricevuto decine di email, rimandando al prossimo anno coloro che non avevano almeno 2 anni di pratica continuativa. So di cosa parlo.

3-“Under-qualified studios train under-qualified teachers”, più è basso il livello base, peggio è il livello di insegnamento nelle scuole, ugualmente peggio è il livello degli insegnanti di questa scuola

Questa legge è stata coniata da Josh, un insegnante yoga tra i primi all’alba della nascita di una reazione mondiale alle certificazione false, perché false sono, da anni di esperienza in Yoga Alliance. Josh è critico su chi ha inventato le 200 ore e su le scuole che ne hanno fatto un business. Ma bisogna aggiungere che non sono esenti gli allievi di queste scuole, che attratti da guadagni facili, ci sono cascati. Perché tra le nuove leve a 200 ore, c’è il clandestino che insegnava già e si è messo in regola,  potrei fare decine di nomi, ma ci sono anche persone avide. Ci sono anche persone buone che escono da questo giochi e lo hanno fatto sopratutto per cultura personale. Ma perché hanno scelto allora di andare da Mac Yoga? Non sarebbe compito di Yoga Alliance che di rimettere ordine, con controlli tempestivi in tutte le scuole?

4- ci siamo svegliati ora, e abbiamo gridato “hanno tagliato gli otto rami dello astanga yoga!”

Il livello base di mediocrità di yoga alliance, non rispetta gli otto rami dello yoga, coniati da Patanjali, poi Krishnamacharya. E difficile qui parlare di Satya, Svādhyāya, Aparigraha, ma ne parlo spesso a lezione. Faccio un esempio per tutti, ahimsa è un principio dello Yoga, tra i più diffusi. Non violenza, come quella di Gandhi che con questo praticava gli altri 7. Non violenza cristiana, non fare ad altrui quello che non vorresti che ti fosse fatto a te. Ebbene in quanto titolare di un centro yoga, metteresti tra le mani di insegnanti inesperti, i corpi di persone che fanno yoga in un parco, in una sala concerto, o altro? Lasciando loro solamente dire “fate quello che potete” senza chiedere se ci sono persone con disabilità al collo, alle anche, ma indicandoli comunque posture come Sirsasana (posture invertita in equilibrio du avambracci) o Hanumasana  (sitting pelvic disrotation posture).

ma… se siete insegnanti, chiedereste ai vostri allievi più di quanto il loro corpo mente è disponibile a fare nelle vostre lezioni? Fareste fare yoga da voi, senza chiedere l’impegnativa del medico? O andare ad insegnare un giorno con grandi dolori fisici o mentali?

5- to do Yoga business or not…

Yoga Alliance è la prima società di certificazione per gli insegnanti yoga amercani, e ha un fatturato us di circa $10milioni in incremento di più del 35% sull’anno precedente. Prendendo i suoi soldi da chi insegna lo yoga, potrebbe fare molto di più per loro. Sul sito della filiale italo-asiatica-oceanica Yoga Alliance Group ltd, troviamo un slogan della fine degli anni 90 della Apple “Think different…”. Coniato dall’agenzia pubblicitaria TBWA\Chiat\Day di Los Angeles, la scritta non è più usata da Apple, dalla morte di Rosa Parks, per rispetto. Ma in affari, non ci sorprende più nulla, se non che possiamo definire Yoga Alliance, un marchio del tutto capitalistico. Anche se di dati precisi non ce ne sono.

In conclusione, mi farei sempre questa domanda, considerando che 10,000 ore di pratica sono un minimo per poter considerarsi master di qualsiasi scienza dello yoga: “have I mastered this well enough to teach it?”. Ho davvero qualcosa da insegnare agli altri?

Sulla questione delle autorizzazioni ad insegnare yoga dovrebbero essere affiliate a esperti che potrebbe chiamarsi tutor di due stili fondamentali: posturale e spirituale. Nessuna certificazione sarebbe obbligatoria per insegnare. La parola Training verrebbe dimenticata, e parole come immersione da mergere in latino, unificare potrebbe sostituirla. Con piani formativi continui sotto l’egidia dell’Unesco o affiliati.

Il RYT200 di Yoga Alliance in questo contesto si auto eliminerebbe, e quindi visto che dallo yoga ha preso soldi, l’associazione Yoga Alliance potrebbe liquidare l’esercizio in corso degli RYT200 per poi darlo in beneficenza. Cosa ne pensate?

Aggiorno la conclusione dopo l’ultimo incontro alla Yoga alliance che secondo me vedrà la nascita di 7n nuovo RYT200 e l’eliminazione del vecchio RYT200, e quindi mi chiedo al posto vostro “ma chi me lo ha fatto fare di pagare per una cosa senza valore”?

10 esercizi yoga da fare per tuo benessere quotidiano

Finita la prima diretta Facebook in Radio 24 sui principali benefici di una pratica assidua di esercizi yoga mirati, mi sono arrivate domande sulla routine di un insegnante yoga. Spesso mi si dice di aver difficoltà a portare nella vita quotidiana i benefici trovati sul tappetino. In fatti non si sta bene perché si fa un Asana in più, ma perché mentre lo si fa e dopo averlo fatto, percepiamo più calma in tutto quello che facciamo. Perché snodiamo non il corpo o la mente, ma perché si “snoda nostro Karma”. Solo così ci ripuliamo, ci rigeneriamo e possamo puntare ad un maggiore equilibrio psico fisico.

1- Per risvegliarci bene, la prima cosa da fare è di andare a dormire entro le 23 per alzarci entro le 7. A quarant’anni si ha bisogno di meno di 7 ore di sonno. A Mysore, la pratica di Ashtanga Yoga inizia intorno alle 5. Secondo i ritmi ormonali circadiani il migliore momento per una pratica dinamica sta tra le 6 e le 7. Le 5 del mattino sono un ottimo momento per il corpo per la meditazione. Ma ognuno di noi può addatare fisiologicamente sua pratica alle sue esigenze. Per chi vuole un risveglio più dolce, all’ashram di Sai Baba si inizia alle 5 con la repetizione della AUM per continuare con le preghiere mattutine. Dopo anni di pratica di questo tipo di risveglio, ho ottenuto una calma che mi porto nella mia vita quotidiana. Non è nemmeno tanto difficile quando si pensa ai monaci cristiani che iniziano le preghiere alle 4:10 o ad altri che devono iniziare il turno di lavoro al servizio degli altri.
2- Le terapie che prendo sono tutte naturali ed associate a visualizazzioni creative. Come per la pulizia della lingua, del naso con acqua tiepida e sale ed anche lo sciacquo della bocca con olio di sesamo. Prendo all’occorenza dei rimedi omeopatici a digiuno e tra la mia pratica Yoga e mia prima colazione. Marc si fa un Matcha a digiuno. Un  segno di salute è di avere lo stimolo dell’evacuazione mattinale prima di aver fame o voglia di café. E prima di praticare, bevo acqua calda con un poco di succo di limone. Poi ci sono i probiotici, che prendo a secondo il fermento prendo prima subito prima del pasto o dopo il pasto. I fermenti sono parte integrante delle mie cure, sono batteri amici che rafforzano il microbioto intestinale, migliorando sia la digestione che il sistema immunitario. Riducono i casi di cistiti di cui ho sofferto in passato, e le infezioni da candida.
3- La mia pratica di yogasana quotidiana intorno alle 6 mi prende circa un ora e mezza. Eseguo la prima serie e parte della seconda dell’Ashtanga Yoga con pochi saluti al sole, e mantenendo le posture per un massimo di 5 respiri brevi, insonori o gentili. Come ho spesso detto in radio, l’attività fisica regolare, gli esercizi yoga portano nel tempo benefici al corpo come l’agilità e la flessibilità, ritardano l’invecchiamento, ed eviteranno l’insorgere di problemi alle articolazioni. Ma il motivo principale per il quale pratico al mattino, è mentale. Approfitto degli esercizi yoga Vinyasa per usare la mente dopo averla “distruta”, per visualizzare la nuova vita che voglio. E come creare un schermo bianco dove proiettare un auto suggestione come insegnava Carlo Patrian. A volte uso le affermazioni di auto guarigione di Paramhansa Yogananda. Chiudo ogni pratica dinamica con 15′ di Shavasana.

4- La prossima tappa è intima si passa in bagno da sola prima della colazione. Mi lavo subito con prodotti cosmetici scelti, essendo già andata di corpo prima della pratica. Si tratta di un lavaggio dolce con acqua calda, così che mio Dosha* viene rispettato al meglio. Ho ancora in mente nel mio mondo delle mie affermazioni, e faccio di tutto per non aggiungere altri pensieri. Poi passo al massaggio energetico delle parte morbide o dolorante di mio corpo, sentendo dalla pratica e dalla mia esperienza quale parte stimolare di più. Gli olii che uso sono le stesse che ci sono nella mia cucina principalmente olio di sesamo, sempre in rispetto di Vata. Finisco con una preghiera davanti allo specchio.
5- La mia colazione in inverno in questa fase della mia vita. Bevo un unico succo di due pompelmi biologici con limone. Meno di quanto bevo di solito. Sono le 7 e mangerò altra frutta alle 10. Quello che potrei consigliare è di non bere caffè a parte se avete problemi di pressione bassa. Bevete magari Matcha, tisane o tè tiepidi caldi. Mangio e bevo in due momenti diversi. Mi ripetterò ancora e ancora il cappuccino è indigesto quanto tutti dolciumi confezionati e le brioche. Se dovete proprio, un cereale in chicco vi darà più energia di una farina fatta chi sa quando e da chi.

Prossimi eventi

Yoga a teatro, il 12 Ottobre alle 18:30

https://toptix3.mioticket.it/TeatroParenti/merchandise

Benedetta Spada yoga teatro

Yoga festival il 20 Ottobre alle 12:15.

http://www.yogafestival.it/milano/people/spada-benedetta/

Yoga festival milano

 

Ottobre in diretta Facebook per altri esercizi yoga ad Obbiettivo Salute in radio 24 poi su Youtube

Esercizi yoga in radio

E presto la fine dell’articolo su esercizi Yoga e Alimentazione:

6- Prima di pranzo, un momento di meditazione o di preghiera.

7- Pranzo leggero e fresco.

8- Merenda di frutta alle 17

9- Cena di compenso degli altri pasti alle 19

10- Lettura di testi sacri e tisana calda dopo cena.

 

* Dosha nell’ayurveda, significa lo stato di equilibrio in un dato momento che si potrebbe alterare o migliorare.

 

per chi ha letto fino a qui e ha domande:

1- sull’argomento potete scrivermi direttamente

2- sulle Consulenze individuali potete scrivere o chiamare direttamente

 

Quanto guadagna un insegnante yoga

New! Iscriviti in anteprima al prossimo evento Yoga Festival qui

http://www.yogafestival.it/milano/people/benedetta-spada-marc-vincent-simone-salvinin/


Ho spiegato individualmente a chi me lo ha chiesto, perché non ho mai creato dopo 20 anni, un corso per insegnante yoga di più di 50 ore e perché consiglio la formazione continua. Sono figlia stremata da lunghi viaggi, ma a chi si è presentato a me, ho sempre voluto dare un contributo al suo Dharma, togliere un poco di confusione per lo meno se non riuscivo a fare luce. Fare l’insegnante yoga fa parte del Dharma. A me non sarebbe stato possibile in tutti questi anni se non fosse parte di mio Dharma. Il mio Dharma include: 1 – ridurre la confusione scrivendo sugli Asana con Yoga dinamico facile e le 5000+ copie vendute. 2 – tutti gli interventi volontari in radio per circa 10 anni e in momenti di condivisione con decine di migliaia di ascoltatorri. 3 – le dirette web tv e il mio blog, visto le migliaia di visualizzazioni e i primi 50,000 Mi Piace sul mio profilo Facebook.

Negli ultimi anni, ho visto tanti nuovi insegnanti yoga, che mi fa chiedere se è in atto una rivoluzione spirituale, o se queste nuove leve sono solo una nuova categoria di lavoratori? Fanno loro Dharma o fanno un cattivo Karma? Tutto quello che so, è che tutto quello che lo Yoga ti da, te lo toglie primo o poi, essendo un percorso interiore che rende più consapevole e più leggero. Insegnate yoga se e solo se questo è vostro Dharma. Alcune domande da farsi. Se non si va avanti, inizia una fase di stasi o un andare incontro a disgrazie e malattie. Se non seguo il mio Dharma, la purezza del mio cuore, rischio grosso anche stando nello Yoga. Io Benedetta Spada affermo “il mio Dharma è nello Yoga”. Con un buon Karma si va avanti!

L’uomo può trasformare il suo Karma come uno scultore modella sua opera d’arte, oppure non scolpire, e disgregarsi. Queste parole ti risuonano? Senti che il tuo lavoro di insegnante contribuisce ad armonizzare le forze della natura? Vedi crescere l’amore intorno a te? Hai riscontrato la limitazione dei sacrifici animali nella tua vita? Hai notato a te cosa cresce l’amore, carità, la Provvidenza o l’individualismo, l’egoismo, l’avarizia? I miei maestri mi hanno sempre detto “onora la tua vera natura”, “cuore leggero, mente vuota, occhi chiari”, si tratta di ascoltare la forza nata dalla costanza presenza a se stessi, e dalla consapevolezza di onorare la propria natura. Le qualità riconosciute sono consapevolezza, fermezza, nobiltà d’animo, volontà spirituale ecc. Al contrario di chi cerca il potere, il denaro, il successo e i vizi da piccolo uomo.

Quando si insegna Yoga ci si deve chiedere a se stessi più volte, “ho trovato la mia strada?” Il Karma dell’insegnante Yoga. Perché quando chiedono per conto mio 15 euro per un’ora e mezzo di lezione, 35 euro per un workshop di 2 ore e mezza, spesso i miei collaboratori si sentono dire che è troppo caro. Quando chiediamo un rimborso spese per il viaggio in caso di evento annullato, ci guardano con occhi increduli. Dal mio osservatorio privilegiato e misto tra lavoro autonomo, donazioni e associazionismo, ma senza l’esperienza della gestione di un centro, voglio dirla tutta. Così sono andata ad intervistare un’amica francese, con oneri fiscali medi al 30%, sul lavoro autonomo che svolge come unica attività itinerante. – quando un allievo paga 18 euro in Drop in per una lezione l’insegnante in regime autonomo tolto le spese e tasse, riceve 6 euro. – quando c’è un abbonamento mensile a 425 euro per 30 lezioni, l’insegnante yoga riceve poco più di 2 euro a lezione a studente. – quando fa un ritiro di yoga, dove il weekend costa 390 euro, l’insegnante guadagna circa 40 euro ad allievo, se si organizza da soli, perché se intermediati il compenso ad allievo scende fino a 20 euro ad allievo per due giorni di lavoro intero. – quando si organizza un workshop, i prezzi al pubblico vanno di Euro. 25 a euro. 50 per due ore o più di lavoro intense. All’insegnante yoga nel caso di un organizzatore terzo finirà il 50% dei ricavi, che tolto le spese di viaggio, e le ritenute fiscali diventono mediamente 8 euro ad allievo.

Se vi dicono che i prezzi sono alti, rispondete che “non è che è troppo caro, ma tu non te lo permetti”. Se vi dicono ma costa di meno da pinco pallino, rispondete “tu scegli quello che pensi meritare e niente di più”. Per chi lavora autonomamente è da segnalare l’aumento tendenziale in Europa dell’aliquota e la necessità di copertura previdenziale contributiva. In conclusione, nella transizione all’insegnamento a tempo pieno dello yoga, fatte bene i vostri calcoli.

Come guadagnare con lo Yoga? Il grafico

Insegnante yoga

Fonte di guadagno per chi insegna yoga

Alcune alle quale penso tra le più facili da mettere in atto sono qui sotto. Prima di iniziare valutate il costo beneficio. Per un libro ci sono circa 100 ore di scrittura, e per le traduzioni in manualistica sono circa 40 ore ad opera. Per degli eventi ci vuole solo il tempo di viaggio e performance. – Un libro nel migliore dei casi può essere stato commissionato e pagato con anticipo. Dopo la pubblicazione, vengono pagati a Marzo dell’anno successivo sulla base del conteggio delle vendite e si riceve circa 1 euro a copia venduta. Se il libro costa 18 euro, l’autore riceve tra il 5 e l’8% quindi al massimo 1,44 euro a copia venduta. Sugli ebook riceve fino al 50%, quindi 2,69 euro per un ebook del valore di circa 6 euro. Le tirature medie sono 2000. Un libro in lingua italiana vende il 60% delle sue copie cartacea al nel primo anno e mezzo, quindi vende per un massimo 1000 euro. Le vendite di libri digitali sono potenzialmente infinite ma stendono a partire in Italia. Per darvi un riferimento vengono acquistate dieci volte di meno copie digitali. Se il libro cartaceo vende 100, l’ebook vende 20. – Vedo intorno a me anche traduttori di libri yoga dall’inglese in italiano. Nel 2007 ho fatto la traduzione del libro Hatha yoga facile, di Reigner per un compenso di Euro. 200 lordi. Un compenso alto per quanto so delle cifre oggi. – Per un evento di solito si viene pagato con ritenuta di acconto al 22% con un tetto massimo annuale. Per un ora di lavoro si usa chiedere dai 100 euro in su. Quindi 78 euro per 100. Con le istituzioni, i pagamenti possono essere lunghi.

Perché voglio fare l’insegnante yoga? A questo punto potresti pensare che tutto quello che ti ha portato a volere fare l’insegnante yoga è falso. Le belle foto su Instagram, le citazioni più o meno spirituali prese in prestito da altri, le belle parole come auto realizzazione, “migliora il tuo Karma” ecc. E’ mia responsabilità dire che vedo più fallimenti che successi nel mondo yoga. Le persone che scelgono di fare un lavoro autonomo, come insegnante yoga, panettieri, infermieri a domicilio, psicologo ecc. sono eroici e a volte conoscono periodi di “sopravvivenza”. Intendiamoci amo profondamente quello che faccio, ringrazio ogni giorno per tutti i miei allievi e i miei figli creativi, i miei contratti vecchi e nuovi che chiamo di tutto mio cuore, ma non consiglio questo percorso di fede a tutti. Non essendo in un economia del dono, non ricavando molto dalle attività yoga, lo yoga non essendo rimborsato dal sistema di sicurezza nazionale*, il mio vero consiglio è di praticare yoga con il cuore senza farne una professione. Ve lo dice Benedetta Spada che è un piccolo “marchio”, per aver investito tutti ricavi nella sua formazione Yoga. Non in case, automobile o altro. Ho un marito che mi ha sostenuto sempre prima di intraprendere, con me la via dello Yoga. Vi credete più bravi di me? Avete un messaggio più forte da passare che giustifica ogni sacrificio? Siete disposti ad insegnare ogni sera, ogni qual volta ve lo chiedono? Pensate che semplicemente avendo più allievi ai vostri corsi potrete farcela? Pensate insegnare Asana fino a 100 anni? Pensate che tra 20-30 anni, i vostri allievi vi seguiranno ancora? Che lo yoga sarà sempre di moda come lo è stato negli ultimi 10 anni? Io sono aperta al dibattito. Scrivetemi se avete esperienze diverse.   ————————————————————————————————-—-

* nelle asl di Chiavari, esiste un progetto di rimborso delle attività sportive con rimborso all’utente del ssn. Alcune esperienze di questo genere in Germania e paesi nordici.

* Aggiungo e chiudo, accettare 15 euro di sconto sul weekend yoga corrispondono ad un margine che passa da 40 a 25 euro ad allievo. Un sconto di 15 euro sul prezzo dell’abbonamento (30 lezioni), significa ridurre passare sotto i 2 euro di guadagno per allievo per lezione.

* Immagino l’insegnamento puro dello yoga come un attività culturale che non genera profitti. Se vuoi comprarti la casa, o l’automobile non la consiglio. La forma di associazione culturale è secondo me il migliore inquadramento legale. Non da accesso a ferie pagate, indennità malattia o pensione ma permette di dedurre le spese di viaggio e di promozione. La scelta associativa amplifica quello che ho già detto sulla capacità di risparmio. Le attività connesse possono essere inquadrate sotto forma di attività economica autonoma. Accetto ogni suggerimento se pensate che mi sia sfuggito qualcosa.

* Insegnante yoga non è solo un mestiere, è piuttosto un “ faccio e vivo ciò che predico e insegno…” non si può ingannare e se ci si inganna prima o poi si perde tutto

* Siate onesti e giusti, insegnare yoga non è per tutti, è un talento alla vita.

* Negli ultimi dieci anni, ci sono svolti a Milano più di 120 corsi per insegnanti yoga, con dai 5 ai 20 partecipanti. Senza contare coloro che si sono formati all’estero.

* il prezzo delle lezioni private su siti che diffondono questa informazione, è calato da 100 a 75 euro per un ora

5 punti fondamentali prima di iniziare le meditazione guidate gratuite

Con questo articolo, chiudo una serie di tre articoli dedicati alla meditazione guidata. Se vi interessa potete richiedermi via email, la mia intervista a David Lynch esperto di meditazione trascendentale “anti stress”, oppure la mia esperienza di corso di meditazione per malati e guariti di cancro con loro traumi. Quest’ultima puntata collega la pratica degli Asana alla meditazione, ai tre ultimi degli Otto rami dello yoga asana terapeutico tradizionale in chiave moderna con l’aiuto di Chopra e della scienza. A casa mi è rimasto un solo libro di Deepak Chopra in inglese, perché mio padre me le ha presi tutti dopo aver iniziato il suo ciclo gratuito di meditazione. Nella tradizione yoga, la pratica dei rami non fisici dello yoga, è chiamata Samyama.

Tutti gli Asana fatti in vita mia mi hanno preparato a meditare. Come una contropostura agisce sulla postura precedente, come l’alternarsi del lavoro corporeo su un lato poi sull’altro.

1- Dal mondo esterno al mondo interno.

Per dirlo semplicemente con le parole, di un libro non ancora tradotto in italiano, The seven spiritual laws of yoga (john wiley & sons, 2004) si tratta di ripulire il nostro potenziale illimitato da desideri per il mondo esterno, memorie limitanti e Karma spicciolo. Questo lavoro è preparato dalle cinque pratiche fisiche nel sistema di Patanjali. E questo è il primo punto, se volete meditare dovete essere pronti, scegliere un momento nella giornata, e tutti giorni per giorni tentare di stare dentro di voi anche se non potete capire a che livello agisce (1). Stare con le vostre sensazioni, pensieri, desideri, memorie, immaginazione come fate nel mondo esterno con la cognizione del tempo, dello spazio, e delle causalità.

Chopra ricorda che la meditazione, di cui parla in tutti i suoi libri, è come un dare senso a parole di cui gli yogini usano e abusano. È un atto che mette insieme corpo, mente e spirito (2). Approfondire la coscienza del rapporto corpo mente, per esempio. Fare silenzio interiormente, o ancora avere sensazioni in espansione. Tutto questo accade in stato meditativo e si sviluppa attraverso l’esperienza. Non potrei raccontarlo, ma posso dire che la pratica degli Asana in stato di incoscienza o in assenza di coscienza, porta a maggiore incoscienza in via accelerata quindi a tendersi e provocarsi delle contrazioni dolorosi. Vi è un unità corpo mente, oppure si mettono a ballare le emozioni rendendoci vulnerabili nel momento in cui ci mettiamo a nudo sul tappetino.

Dai 5 sensi rivolti al mondo esterno alla consapevolezza, Tanmatras, fino alla consapevolezza nel suo stato unificato, il punto di partenza di tua nuova esistenza (5). In quanto occidentale, sono stata fortunata di andare a lezioni di yoga da piccola. Così i Rishi erano i miei supereroi, e frase come “quando registriamo che qualcosa cambia nel mondo, siamo noi che cambiamo”, il mio pane quotidiano. Quando ho scritto il mio primo libro la Longanesi publicava Jon Kabat Zinn, poi mio marito mi fecce leggere Wallace. Da li, ho lasciato i miei riferimenti infantili delle meditazioni come la porta di camera mia con un cartello fuori che diceva “non disturbare”, per questo dialogo sempre più facile tra corpo e mente. Una connessione operata per il bene di tutti due, nel silenzio o il distacco dalle emozioni. Io credo che il retroterra culturale, le ore di pratiche contano meno delle caratteristiche personali funzionali alla meditazione guidata. Per esempio, l’ottimismo di scoprire qualcosa di nuovo di vita propria da godersi tutti i giorni. Un esperienza fondamentale è stata il passaggio dalla mindfulness, alla heartfulness. Al cuore si medita meglio, si trova la persone meilleure (3). Così la meditazione guidata è più facile per chi ha la mentalità da principiante.
Nel 2014, la Save che gestisce l’aeroporto internazionale di Venezia mi ha chiesto un anteprima mondiale, di guidare meditazioni a passeggeri sotto stress da viaggio, e addetti al trasporto aereo. Poi la fondazione IRCCS mi ha chiesto di tenere un corso introduttivo con le 5 meditazioni più conosciute alle centinaia di partecipanti delle conferenze con il Prof. Berrino. Due esperienze di insegnamento della mindfulness yoga che mi hanno portato oggi a diffondere quello che ritengo migliore e opportuno in questo ambito.

2- Dal corpo al paese attraverso la meditazione.

Sono rimasta sorpresa, alcuni giorni fa di ascoltare una domanda sulle insonnie in un forum al quale partecipo. La meditazione guidata e la respirazione sono state citate nel 50% dei casi per migliorare il sonno dal pubblico francese. La meditazione è naturale (4), ma la meditazione migliora anche il sentire, come mangiamo, come facciamo l’amore. Wallace, il braccio destro del Dalai Lama, cita centinaia di prove scientifiche a favore degli esperti di meditazione. La meditazione e le visualizzazioni sono pratiche di necessario riscaldamento dei neuroni, che ad un certo punto sono necessari per progredire nella pratica degli Asana. Ed io nel Vinyasa parlo di meditazione guidata in volo. L’Italia dal mio punto di vista è ancora in ritardo nel mondo medico, a scuola, nelle sale yoga, la meditazione è pressoché assente. Ci sono centri di eccellenza tra Toscana e Umbria, ma nel diventare di massa, la meditazione guidata permette di ridare all’Italia un identità ritrovata nel fondo del cuore, al posto di quella risicata prodotta da mente limitate e in scadenza. Ma per me, una soluzione è la meditazione guidata di Chopra. Qui trovate il link per chi l’ha già fatta si registra per questa nuova meditazione sulla prosperità, per chi non lo ha mai fatta, si registra per iniziare un percorso meditativo. Deepak chopra.it

Inizia il 21 Maggio, cliccate qui spora per iniziare.

5 consigli per un alimentazione corretta oltre tutte le diete

E apparso sulla stampa web america il termine di yogic mindfulness o consapevolezza maggiore nell’alimentazione, non è cosa facile spiegarlo. Da anni ripeto “nessuna dieta stretta vale per tutti, ne per sempre per una singola persona”. Ciò significa che nemmeno l’alimentazione di Yogananda o l’alimentazione di Sai Baba vale per tutti. Perché la dieta deve essere concepita come funzionale alla condizione individuale. So per certo che problemi digestivi hanno a che fare sia con combinazioni alimentari che con le emozioni al momento del pasto. Si fa di necessità virtù creando un ambiente rilassato per mangiare.
1- la dieta di Patanjali: Se seguiamo un modello da fuori, come la dieta lacto vegetariana consigliata dagli Yogi storici, si tratta di eliminare tutti cibi tossici o tamasici, ridurre quelli rajasici e mangiare satvico sempre con moderazione. Mangiare troppo in fatti sarebbe rajasico. L’Ayurveda, è la scienza della vita sulla quale di basa l’alimentazione storico. Dal punto di vista caratteriale, questo modello corrisponde a chi agisce per non rompere equilibri, per cambiare il suo Karma piano piano. In alcuni casi, potrebbe essere un cambiamento alimentare salutare, ma mancante di spiritualità. Ritrovate tutti consigli per cucinare secondo questo modello nell’eccellente libro delle Edizioni Ananda, il gusto della gioia. Personalmente cucino senza dolcificanti complessi, e senza spezie, in quantità minore.
2- Intervenire sulla propria dieta a partire dalle proprie emozioni o situazione, stagioni e costituzione fisica. Se i principi anche salutari non vi bastano, vi tocca a invertire sul vostro approccio alla dieta. Stando non più ai stimoli esterni, ma alla vostra intuizione.  Non esistono molti libri sull’argomento anche se fanno testo le pratiche di mindfulness presentate nel film Walk with me. La scelta di mangiare bene e in consapevolezza, che sembra monacale ha risultati strepitosi anche solo per periodi brevi. Quando dico che il contrario di piena coscienza è coma, dal greco “sonno” chi ancora mi ascolta sembra capire che le vie sono solo due. Libera la scelta tra alimentazione assonata e alimentazione consapevole. Per chi pratica Yogasana, la cartina tornasole per sapere se ci rispettiamo sono i progressi ( fisici, emotivi individuali e relazionali, e spirituali). Se non progredisci e non si sta bene allora si cambia dieta.

3- Esempio. La forza interiore porta lontano dagli schemi fissi, così da mangiare solo frutta al mattino per esempio, macrobiotico a pranzo e saltare il pasto serale. Ho fatto solo  un esempio, di una giornata dove farò Yogasana alle 7, passerò una mattina invernale fredda con tante soddisfazioni al livello emotivo, e arriverò alla sera sazia sotto tutti punti di vista.

Vi consiglio di eliminare per risvegliare la propria intuizione ecco cosa
– café.
– Alcool.
– Eccessi di zucchero.
– Eccessi di sale.
– Fumo.
– Animal junk food.
– Droga.
Ecco le 5 Tecniche yoga per mangiare in un stato di piena coscienza:
– Tra un cibo biologico e uno non, scelgo il primo.
– Tra un cibo fresco e uno non, scelgo il fresco.
– Tra un cibo cucinato al momento e uno riscaldato, scelgo quello fresco.
– Tra un cibo offerto con amore e uno non, scelgo il cibo offerto con amore.
– Di fronte ad un cibo estremo che è fuori dalle mie linee guide di scelte alimentare e lontano da quello che farei per me stessa. Il mio yoga è di ringraziare in silenzio per il cibo a me offerto e mangiarlo con gusto.

Benedetta spada yoga speaker
Prima di concludere, tengo a chiarire questo ultimo punto. Lo yogi nell’antichità veniva considerato tale quando poteva mangiare di tutto un po’ e stare bene. Non si è mai pensato che lo yoga debba essere vegano, magari vegetariano, tenendo presente che in molti scritti indiani quando si parla di vegetarianesimo si include anche il pesce. Chi pratica yoga deve invece scegliere il proprio modo di alimentarsi nel rispetto del proprio sentire che cambia attraverso le stagioni della vita. Si può anche scegliere di eliminare per alcuni cibi per dei periodi più o meno lunghi, ma sempre nel rispetto di ciò che corpo, mente e spirito rimandano a noi.
Chi sceglie la via di chi non mangia mai prodotti di origine animale deve sapere che non necessariamente sarà meglio o sarà in salute. In fatti anche le patatine fritte sono vegane, e non è detto che mangiarli in eccesso faccia bene. In questo caso consiglio di farsi seguire da un medico consapevole e non talebano.
Chi sceglie la via della consapevolezza dello yoga, troverà svariati benefici a tavola e saprà moderare le sue scelte non attraverso un’ideologia limitata, o una moda passeggera ma attraverso le risposta del suo innato equilibrio psicofisico.

per chi ha letto fino a qui e ha domande:

1- sull’argomento potete scrivermi direttamente

2- sulle Consulenze private potete scrivere o chiamare direttamente