Una Pasqua di benessere che unisce al centro
Pasqua 2016 mi da l’occasione di un racconto personale sul mio rapporto al divino, trattandosi di definire meglio il benessere che funziona solo con conoscenza delle energie, volontà e concentrazione e quando non bastano solo con fede e gioia interiore. Credo molti sanno che insegno yoga ma pochi sanno che da anni mi occupo di alimentazione e salute e di quanto quest’ultima sia influenzata dalle nostre emozioni ed abitudini quotidiane. In fine mi occupo con mio marito di formazione spirituale. Per questo credo fermamente che se ogni individuo praticasse per la maggior parte del suo tempo atti consapevoli, costruttivi e amorevoli le persone tutte sarebbero più felici oltre che più sane. Sono quindi collegate tutte queste attività che insegno. Direi di più non potrei insegnare a respirare o a costruire una posizione yoga, senza la forza di volontà, l’integrità, la “stillness” o immobilità nell’anima e il corpo.
La Pasqua a mio avviso, come molti altri giorni di una vita intera, può rappresentare un’occasione di grande riflessione di fronte al clima di paura generale e agli egoismi, un occasione nella quale è dato di scegliere quale direzione dare alla propria vita.
Gesù era un attivista al bene, era un uomo come noi tutti ma con l’estrema convinzione, “a prescindere”, che si potesse attivamente interagire con la vita per costruire il bene, per cambiare. Per lui non vi era condizione alcuna che non si potesse mutare in bellezza e gioia, amore e salute. Gesù era un attivista, se la prendeva con i “tiepidi”, con i “mendicanti” spirituali e con gli estranei alla Vita, quindi se entrava in una casa iniziava una rivoluzione vitale anche se questo spesso poteva significare dispiacere a chi voleva prevaricare sugli altri e limitare la grazia degli uomini.
Soprattutto Gesù non si vantava, e questo d’innanzi all’ego di chi si crede potente non era cosa buona. Yogananda diceva “il Sè identificato nell’ego è schiavo, il Sè identificato nell’anima è libero.” Nello Yoga come preghiera (Ananda edizioni, 2015), Jayadev ricorda che anche “le posizioni di yoga dovrebbero essere praticate con un sentimento di devozione, se si vuole trarne il massimo beneficio. Non sono state create da allenatori sportivi o insegnanti di ginnastica, ma da grandi saggi che hanno riconosciuto in certe posizioni l’espressione esteriore dei moti interiori dell’anima.” Unendo i più pensieri, la pratica dello yoga rende libero dentro e fuori, e se non lo sentite non state facendo yoga!
Quindi riprendete la pratica in un altro momento, con un altro insegnante e un altro spirito.
Mi avvicino quindi alla Pasqua cristiana accanto al mio amato Marc, colui che mi sostiene in ogni atto e con me sceglie la vita di ogni giorno. Sono scossa come tutti da quanto nel mondo accade ancora, da quanto ancora molto ci divida ed è qui che vi invito a riflettere: Gesù è un amico che sento vicino in ogni atto, se fosse qui accanto accanto a me lo abbraccerei con commossa gratitudine.
Gesù sapeva guardare nei cuori di ogni essere e capire quanto vi era di puro, onesto, spesso questa onestà era lontana dagli integralismi, dai vittimismi, e da chi si dichiarava potente egoicamente.
Ora chiedetevi quanto attivismo alla vita verso il buono, bello, giusto c’è nel vostro vissuto senza perdervi nell’estremismo della prevaricazione delle vostre scelte?
Quanto onesto e determinato è il vostro agire? Soprattutto quanto ci credete voi al bene?
Benessere è una parola abusata spesso, così come amore, o pensiero positivo.
Ho visto negli anni uomini, donne, bambini schierarsi di fazione in fazione, affermando che la loro scelta era l’unica possibile, assoluta. Ho incontrato insegnanti yoga, medici, educatori distrutti dall’ego che si nutriva di convinzioni assolutiste e che non consideravano con elasticità anche altre vedute.
Ho visto persone perdere la Vita sotto il peso della loro arroganza.
Credo in un’opzione possibile per tutti:
Scegliere il proprio cammino, la propria via, divulgarla con umiltà, avendo la profonda capacità di restare connessi alla vita ed ai suoi segnali che non sono altro che intuizioni utili a fare ed essere in meglio, ma per fare ciò é necessario un profondo ascolto, la capacità di amarsi ed amare, la curiosità di chi vuole imparare, il coraggio di allontanare o perdere parenti, conoscenti o chi ci lusinga ma in realtà non ci fa del bene anzi del male. Scegliete ad ogni costo un ambiente favorevole alla vostra Vita.
Come autrice, giornalista ed insegnante yoga ho notato che ancora oggi si tende ad usare il sapere per dividere e scoraggiare ed a volte creiamo un patto con il “diavolo” solo perché incapaci di ascoltare ciò che ci fa bene e lo fa al mondo.
Ho letto articoli, libri, su quanto una dieta fosse in assoluto più efficace di un’altra ed ho visto allievi, amici, parenti diventare aridi perché non ammettevano differenze di opinioni.
Ho visto colleghi tentare il suicidio nel loro stesso ego a causa di una grande superficialità che non permetteva di collaborare creativamente.
Ho lasciato andare persone che mi hanno chiesto di non divulgare ogni sapere ma solo ciò che loro avevano appreso. Invito ogni insegnante di yoga ed ogni lavoratore a farlo.
La mia Pasqua vuole concepire il benessere come un cerchio che ci riunisce al centro di noi e ci fa stare bene, un tempo nel quale più che mai riattivare l’ascolto, osservando quali siano le nostre credenze limitanti e come cambiarle. Mangiando in modo consapevole, non troppo e non troppo poco, pregando non come un mendicante ma come un attivista che collabora a quel nuovo destino. Una Pasqua che risuona in ogni cellula del mio corpo e di colui che amo.
Una Pasqua dove incontro il signor Luigi, un panettiere storico di Ospedaletti, lui che nel suo attivismo sceglie di far il pane controcorrente con farine di prima qualità, con ingredienti naturali, lieviti naturali e con la passione di chi ricerca ed impara ogni giorno la responsabilità nel suo agire. E non importa se si fatica, c’é un mondo di possibilità oltre la fatica.
Ed incontro Maria che in Via Sant’Anna a Ventimiglia, lei coltiva la sua azienda agricola con il marito, solo agrumi senza alcuni pesticidi, solo letame e tanta passione. Maria che ha una scintilla negli occhi e ancora crede nel buono.
Incontro Giuseppe Conte, poeta ligure, che non si arrende all’apatia ed all’arroganza ed ancora oggi ricerca e si emoziona alla vita.
Incontro Danielle Perrier, insegnante yoga a Mentone che da più di vent’anni insegna non a scopo di lucro ma perché crede nella via di uno yoga integro alla tradizione di Van Lysebeth ma rimanendo aperta al nuovo.
Ed infine ecco che mi imbatto con Eliana, 92 anni, praticante yoga di lunga data che prima ancora di tutto, mi sorride e dice con entusiasmo: “amo la vita”!
Credo in me stessa come detto prima.
Ecco la nostra Pasqua, attenta alleata alla Vita nel farmi del bene incontro maestri lungo la via che ci prendono dolcemente per mano e rispondono alle domande, dove incontro la pace e la fiducia, una Pasqua dove riprendo le forze e grata, faccio in modo che il nostro benessere sia un attivismo alla vita.



