Quando insegno, e parlo di formazione insegnanti yoga, spesso mi ritrovo a rispondere a dei commenti. Preciso allora che parlo a nome mio, dei miei maestri, e dell’interesse degli allievi per quanto capisco. Affermo di quanto è cambiata negli anni anche per rispetto a Patrian, a padre Anthony, a Yogananda. Il mondo yoga commenta, apprezza e sprezza. Tanto mi basta per chiarire alcuni punti fermi della mia linea yoga. E distruggere alcuni miti falsi sugli insegnanti yoga.
1- L’insegnante yoga non è ne santo, ne dio padre. Di Dio ce n’è uno solo. Di beati ce ne sono pochi vivi a mia conoscenza. In fine il vero maestro è dentro l’allievo e non in una ridicola e limitata identificazione nell’ego piccolo di se stesso, o peggio di un altro.
2- Ci sono diversi tipi di yoga. Esiste un dosaggio negli esercizi a sfondo spirituali tra corpo, mente e spirito. In questi commenti si vede che alcune scuole yoga più spirituali sono diventati ortodossi. Alcune scuole di yoga più fisico stano attraversando una fase noiosa. Lo yoga mentale è poco presente, come le scuole di meditazioni. Sono i più reali ma sono fuori la realtà condivisa.
3- Insegnare yoga è una vocazione. Potrebbe implicare scelte radicale al livello personale (maternità e paternità compresa) vedi la vita di Yogananda ed altri. Non si insegna yoga come secondo lavoro, nemmeno è un vero proprio “lavoro redditizio”.

Benedetta spada yoga

Ricordando che avevo già scritto sull’argomento sulle pagine di mio blog http://www.benedettaspada.com/lettera-aperta-tutti-gli-insegnanti-yoga/

incollo qui sotto un post recente apparso su Facebook. A questa occasione mi sono chiesta perché dopo Yogananda, Kriyananda, Carlo Patrian, Padre Anthony, mi sento sola. Perché pochi sono stati gli animi sinceri e attivisti al buono incontrati nel mondo yoga? Mi sono domandata come mai il panorama sia così svilito oggi da personaggi poco sani. Uomini e donne che diventano insegnanti di futuri insegnanti yoga, o solo insegnanti yoga o assidui praticanti perché è di moda esserlo. Buona lettura.

Ho trovato nel mondo yoga, passato e presente, molta superficialità ed ego, ricordo ad esempio in quella storica scuola di via Eustachi a Milano dove ai miei inizi come insegnante, un giorno mi recai per una classe e la titolare del centro mi liquidò con queste parole “sei troppo magra e troppo giovane.” Lei era forse troppo grassa e troppo vecchia a voler ribattere. Il mio sesto senso mi fece andar via senza battibeccare.
Ricordo quando nel 2007 pubblicai il mio primo manuale di yoga e fui cacciata in malo modo dalla titolare di uno storico centro in zona Sant’Ambrogio a Milano con questa affermazione da parte dell’insegnante “voglio accanto a me nel mio centro qualcuno che stia dietro me, nom davanti me.” Poi gettò addosso a me un bicchiere di vetro che si frantumò ai miei piedi. Quella fu l’ultima volta nella quale varcai la soglia.
Ricordo quando un’insegnante alla moda, un uomo sulla quarantina, mi chiamò per insegnare nel suo centro milanese in zona San Vittore e mi disse durante il colloquio che “difficilmente gli allievi verranno alle tue classi, perché tu non sei me.”
Anni fa una signora che poi divenne insegnante yoga, proprietaria di un centro olistico nel Sud Italia, decise di impegnare la sua energia nel diffamare il mio nome, la mia professionalità sulla base di false affermazioni che divulgò nel tempo. Fecce una denuncia contro ignoto alla polizia postale.
Attualmente dopo aver pubblicato il mio terzo libro vengo a sapere che vi é un’insegnante milanese mai incontrata sulla cinquantina, che ha appreso lo yoga forse solo come ginnastica, la quale si realizza nel suo dharma, raccontando storie davvero variopinte sulla mia vita privata che lei non conosce, sul mio insegnamento che lei non conosce.
In ultimo, ecco che denuncio negli ultimi due anni due centri yoga uno che ha attivato 3 centri a milano, l’altro in zona Buenos Aires con corsi di formazione insegnanti yoga. Il primo mi chiese di insegnare con il vincolo di non parlare di spiritualità. E il secondo mi ha chiesto gentilmente di andarmene se non disposta a limitarmi ad insegnare una sequenza che rispettava l’ego del titolare.
Iniziare a denunciare i vizi dello yoga significa tutti i giorni salutarli “good Bye bad habit!”.
Sento di voler richiamare l’attenzione di chi ha scelto questa via non per avere un corpo perfetto o per camminare sulle acque. Ma piuttosto per contribuire al buono, bello, giusto nella propria vita e nel mondo. Tutti gli insegnanti yoga in questo senso dovrebbero tendere sempre alla salute, all’integrità “valoriale” non presa in prestito ma propria. Dovrebbero ricercare sempre più spiritualità. Se sceglie la vita monacale perseguirla senza “chiesismo” alcuno, senza “tempiismo”. Se sceglie una vita di coppia essere il miglior marito, la miglior moglie e mettere la coppia sopra ogni cosa facendo che cresca un amore a prescindere e che tale amore sia da esempio per la comunità.

Gli insegnanti yoga difficilmente potrebbero avere figli (vedi L’autobiografia di uno yogi, Ananda edizioni). Poiché i figli di una coppia di insegnanti yoga o maestri spirituali sono il mondo, e nel mondo sono tutti pensieri creativi dispensati. Ma se fosse più importante essere genitori fisici che maestri spirituali allora i figli fisici dovrebbero essere concepiti dopo un cammino di grande consapevolezza, richiamando la reincarnazione di un’anima pura da educare all’amore in un sistema di valori fuori dalla massa e dagli automatismi.

Insegnanti yoga si ripetono come un mantra:

Sono grata ai miei maestri e a chi nel mondo, vicino o lontano si adopera lungo il cammino di un karma buono, bello, sano, giusto oggi però vorrei vedere meno scuole yoga aperte a tutti. A questo punto aggiungerei previo un colloquio. Prego Dio anche per vedere meno superficialità nell’acquisire un attestato per diventare insegnante.
Oggi voglio vedere un mondo yoga, e non solo, più serio, autentico, buono, sano, integro, dove circolino valori ben radicati, fuori e dentro un tappetino, dove si ricordino le parole di Gesù Cristo. “Beati i puri di cuore e spirito.” Voglio vedere più insegnanti yoga terapeuti. Meno yoga che porta dritto al circo.
Oggi ed in questo nuovo ciclo voglio che il mio cuore ed i miei occhi possano guardare nella stessa direzione. E anche voi che mi leggete che possiate farlo trovando nelle vostre vite del buono, del bello, il sano, del giusto, il vero da vivere e far crescere.

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