Ho finito di leggere tre libri sugli aspetti più spirituali dello yoga, commenti alle Scritture, al Vangelo e alla Gita. I temi ricorrenti sono Dio e l’anima, la natura umana e la crescita individuale, la coscienza del bene e del male e la coscienza cosmica, i grandi maestri spirituali. Esco da questo tempo con una certezza: non ho più tempo da dedicare a leggere altro che parole fresche, come i commenti alle sacre Scritture trascritti da Kriyananda. Già avevo smesso di leggere il Corriere, ho finito con le riviste patinate che stanno già in bagno, mi auto disciplino anche con i nuovi media. Natale con il Vangelo giorno.

Iniziarw con i scritti di Kriyananda

Questa presa di coscienza, mi permette di mettere in equilibrio il mio sguardo verso il fuori, che già era stato ripulito da molti vizi e difetti umani, con il mio sguardo interiore su me stessa. Questa esperienza di lettura diventa vita nuova, fatta in casa con mio marito che mi ha ulteriormente spinto a rileggere il Vangelo giorno e testi annessi, e la Gita in una versione inglese di A. C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada (fondatore del movimento Hare Krishna e tradotto in tutte le lingue). Esco da questo periodo durato 3 mesi, con maggiore forza e spiritualità di quanto prima. Come se fosse stata richiamata da Dio, attraverso mille situazioni intorno a me, per me.

Una certezza che la mia voce deve alzarsi come la bandiera di chi parte all’arrembaggio, alta, chiara, esoterica. Scontrosa con un mondo che ti fa sudare la vera pace, gioia e libertà, non ho più paura. La spada trafigge l’anima o si arrugginisce nel freddo umido della Milano da bere per poi vomitare. Non ho più paura di dire frasi intuitive, spengo il meccanismo di auto censura e di auto compiacimento. A questo proposito, se non ci fosse mio marito (che si esercita su i media) avrei spento tutti gli oggetti elettronici finalizzati a portare fuori l’attenzione. Già sapevo di mettere in atto una rivoluzione in quanto scrivo portando fuori la coscienza dei lettori per poi, con il rischio che non accada, riportar dentro la loro attenzione. Guardati dentro lettore, ti prego.
Concludo questa parte sulle mie letture, riflessioni, riletture. Le definirei una meditazione spirituale sulle Scritture attraverso le opere letterarie di Kriyananda, disponibili in italiano da Ananda edizioni. Mentre leggevo, commentavo ai miei allievi i testi, condividevo le mie riflessioni con mio marito ed ora con voi. Non c’è via di scampo, quando sei vera e leggi il vero.

Come riconoscere il male del bene?
La prima riflessione è che possiamo tutti parlare come Gesù Cristo nel Vangelo giorno o come Baghavan Krishna parlava ad Arjuna. Questi maestri non sono venuti per i loro discepoli diretti ma per le generazioni future. Certamente questi testi non sono per tutti ma tra tutti per molti che hanno perso la fede, che hanno fatto tanti asana che sentono che lo yoga è altro, o più semplicemente per chi attrae uno di questi libri naturalmente. In un testo sulle parole dimenticate di Cristo, nel capitolo intitolato “Satana esiste?” si legge come fare la differenza tra bene e male. “Qualunque cosa elevi la nostra coscienza verso l’alto o la espanda e la aiuti ad abbracciare una realtà più ampia dell’ego è buona. Poiché dona un maggiore senso di felicità e appagamento. Qualunque cosa degradi la nostra coscienza o faccia ripiegare la nostra consapevolezza e i nostri sentimenti più elevati verso l’ego.”

Alle lezioni di yoga, chiunque sotto la guida esperta, può capire come dirigere l’energia verso l’alto e verso il basso. Possiamo capire i confini del nostro piccolo ego. E se vogliamo aprirci al mondo che non è questa società, e i suoi modelli desueti, ma l’energia cosmica. Ad ogni momento della vita si può scegliere il bene o il male. Subire l’influenza di un benefattore o l’influenza malefica. Abbiamo la scelta in quanto la nostra intuizione segue di poco un movimento di energia che se va verso il basso va interrotto, e se va verso l’alto non va perseguito per motivi egoici ma offerto a Dio.

Come agire giusto nelle difficoltà?
Un altra breve riflessione è legata alle critiche inevitabili della Chiesa ufficiale e dei fanatici, ai commenti delle parole di Gesù sparse nel Vangelo giorno. Anche da qui è necessario passare, per poi crescere individualmente nel contrasto. Gli sciocchi litigano, i saggi discutono. A judo, si usa la forza dell’altro per uscire da situazioni scomode. Le critiche ricevute stimolano affermazioni scientifiche o preghiere estatiche. Un strumento potente in caso di difficoltà esterne. Dopo un lungo percorso nello yoga o nel buddismo si possono usare. Per chi non ha questa esperienza spirituale ecco quello che dice mio prete. “Usate la tenerezza. Essa non esclude, ovviamente situazioni di “sana conflittualità” e non s’identifica, di per sè, con le sole effusioni sensibili. E’ piuttosto attenzione rispettosa ai bisogni dell’altro, con una discreta e intelligente partecipazione al suo vissuto.” In questo passaggio, confronta l’anima e suo Sposo, come se fossero in un matrimonio felice.

Questa consapevolezza, porta ad un livello più alto che include il “soffio dello spirito”, o maggiore spiritualità. Nel commento al Vangelo giorno disse un altra volta, che se non si crede si diventa muti, e che prima di realizzare l’unione tra corpo-mente e spirito, si era oscuro e cieco.
In altre parole, per uscire dall’oscuramento metto bene a fuoco la situazione. Poi non confondo il sentito con il pensato, non identificandomi. Poi sto in ascolto e lascio andare. Tutto fluisce, nello yoga come nella vita. Qui sotto un estratto del Vangelo giorno, una benedizione ricevuta su umiltà, dolcezza, pazienza necessaria per la crescità spirituale.

Ti sacri dello yoga

In fine, une riflessione personale per chi non fosse ancora convinto, sul perché aprire uno di questi libri, o il Vangelo giorno come faceva San Francesco. La mente determina il corpo, e fino a questo punto arriviamo tutti. Per i ritardatari consiglio di leggere Bernie Siegel, Bruce Lipton, Yogananda ed altri che hanno dato dimostrazione di questo fatto. La scienza è anche arrivata a dirlo per chi non vuole umanizzare suo corpo fisico. Ma lo scienziato, questo ricercatore materiale, non convince, perché non potrà mai arrivare fino in fondo alla verità anche se arriva a dire o pensare senza dirlo alla mente come elemento condizionante della materia. Vale lo stesso discorso per il ricercatore mentale che non potrà mai arrivare all’autocontrollo della mente senza passare dalla spiritualità.

Prima o poi, se si fa yoga con rigore, si arriva a ricercare nella mente il fattore determinante della nostra storica fisicità. Poi si arriva ad indagare nello spirito o anima, il fattore determinante della nostra mente. Passare da vita animale a vita spirituale, umanizzandoci. Questo è il motivo per il quale uno dovrebbe aprire urgentemente questi libri, se non vuole fare la fine di un circense dello yoga fino a quando il suo corpo resiste… o un intellettuale piccolo egoico fino a quando incontrerà un vero maestro. Lascio la conclusione ad A. Grun quando scrive “Natale è la festa di un nuovo inizio. Non siamo determinati dal passato. Dio stesso interviene e trasforma il passato con la nascita di suo Figlio. La nascita di ogni bambino o pensiero creativo tocca il cuore, umanizza, perché con ogni bambino nasce qualcosa di nuovo nel mondo. A Natale, celebriamo la nascita del bambino divino che ha trasformato un mondo impigliato, quello della nostra vita dandoli un nuovo inizio. Niente è più come prima. Posso liberarmi dal peso del mio passato, dal peso dei traumi subiti, dal peso dei miei difetti e ricominciare di nuovo. Natale mi dice: è mai troppo tardi.”

Il libro per me deve fornire materiale per la mente, ma anche ispirazione per l’anima. Convincendomi delle potenziale applicazioni delle Scritture, inoltre all’unione delle Religioni come diceva Padre Antony.

 

I libri citati:

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