Troviamo molti articoli sull’argomento delle mestruazioni o del ciclo, considerando che lo yoga nei tempi recenti viene praticato ed insegnato da donne al 80%. Il punto di accordo tra tutti è di evitare le full inversion (inversioni incluso tutte le variazioni) e urdhva dhanurasana. Per il resto ci sono delle indicazioni differenti sulle torsioni, sulle posizioni di equilibrio sulle mani, sulle inversioni parziali. Da dove nascono queste differenze? E cosa fare quando si è in fase pre mestruale per aiutare il corpo?

Giorni fertili e mestruazioni

I differenti approcci allo yoga si riflettono in diversi stili, che hanno esigenze che dipendono dal tempo di permanenza nelle posizioni, nella tecnica di respiro usata, e nella forza mentale e fisica. Christian Pisano ricorda che lo yoga va vissuto dall’interno, e non stilizzato. Partendo dal primo sutra si Patanjali le scuole dell’Hatha yoga hanno creato solo separazione. Chiusa la parentesi, mi chiedo se la soluzione a questo problema potrebbe essere trovata partendo dalla persona e dei suoi sintomi e non da dogmi. Perché lo yoga non è controindicato durante le mestruazioni, è al contrario come dice Gabriella Cella indicato per assecondare le esigenze psicofisiche. “Agendo a diversi livelli: è in grado sia di stimolare direttamente ipofisi e ovaie riequilibrandone le funzioni, sia di agire sulla nostra mente rendendoci capaci di controllarla.”

Volendo partire dalla donna, ho cercato un schema valido per tutte che determina di cosa stiamo parlando. L’ho trovato nell’approccio di Rychner che divide le PMS in 4 tipi a secondo dei sintomi:
– ansia, irritabilità, cambi umorali intempestivi (tipo A)
– Depression, confusione, perdite temporanee di memoria (tipo B)
– Voglie (tipo C)
– Ritenzione idrica, gonfiori (tipo H)
Rovesciando la prospettiva dell’articolo della Calò, diciamo cosa si può fare quando si incontra questi sintomi. Nel caso A si va più presto in Savasana prona e supino, e posizione del bambino. Nel tipo B privilegiare Urdha Mukha Svavasana, Setu bandhasana, Dhanurasana. Nel tipo C le voglie sono eliminate col portare sangue alla parte addominale e pelvica, in Dhanurasana e Setu bandhasana. Su questo punto possono essere di grande aiuto consigli alimentari. In fine per l’ultimo tipo H, gli antidoti ai gonfiori stanno nel praticare posizioni invertite passive come Upavistha konasana contro il muro, Padasana contro un muro, e Ardha halasana. Tutto questo lavoro sotto l’attenta supervisione di un bravo insegnante.

Posizione del loto per strada

Per chiudere sull’articolo della Calò, è vero che oltre alla mancata ovulazione (flusso più o meno abbondante), potrebbero presentarsi raramente endometriosi, fibromi, ciste ovari ma una pratica consapevole e le indicazioni di un bravo insegnante riducono questi problemi che vanno sempre tenuti sotto controllo ginecologicamente. Le vecchie idee sulle inversioni che provocherebbero infezioni sono state smontate da Schatz (tesoro in tedesco) in Yoga journal nel 1998. Molto più grave il problema scoperto di rottura di legamenti di atleti durante il periodo che va dal giorno 19 al giorno 28 (Wojtys, 2002).
Tornando al testo della Zanchi, suddivide i problemi complessi della sindrome pre mestruale in 5 tipi: oligomenorrea, dismenorrea, ipomenorrea, ipermenorrea e amenorrea. Vale a dire irregolari, scarse, troppo abbondanti, dolorose, bloccate, e, per ogni casualità vengono proposti delle posture yoga. Per esempio le inversioni vengono escluse solo nel caso di un flusso troppo abbondante. Il Hatha yoga (praticato dalla Zanchi), alla differenza dello stile Iyengar (praticato dalla Calò) tiene le posizioni meno a lungo, e maggiore forza mentale e minore forza fisica. Il respiro dell’Iyengar può essere nella pratica inizialmente più forte del solito respiro e più forte di quello da principiante in Hatha yoga. Così nascono le differenze di cui abbiamo parlato. Oltre ai sintomi esterni limitati all’ipermenorrea per la Calò, ai sintomi esterni per la Zanchi e ai sintomi interni per Robin (anche lui ispirato all’Iyengar).
Scrivo durante le mie mestruazioni, sono due giorni che non pratico. Questo mese dopo una pratica intensa tre giorni fa, ho avuto un anticipo di due giorni. Il fenomeno è complesso, sento che oltre allo yoga, all’alimentazione, subentrano fattori climatici, ambientali. Stiamo andando verso l’autunno freddo di mattina, e umido di sera. Il momento migliore per riprendere la pratica potrebbe essere oggi alla mattina, piano. In totale ascolto. Il mese scorso ho praticato tutti i giorni inclusi quelli delle mestruazioni che sono durate 2 giorni di meno ma con più gonfiori. Ogni volta imparro, lascio che il mio corpo mi dia le indicazioni di cosa fare.

Know yourself so well that you will grow into your wholeness and greatness. CL

Le fonte che ho preso in considerazione sono il recente articolo di Adrianna Calò, il capitolo scritto da Fiorenza Zanchi nel libro di Gabriella Cella Yoga e Salute, in fine i scritti di Mel Robin.

 

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